Gastartikel: Il viaggio della vita

von | Sep 30, 2020 | Informationen, Reisen | 0 Kommentare

Negli ultimi anni, soprattutto grazie al mio lavoro ho avuto la possibilità di viaggiare molto e di aprirmi alla conoscenza di nuove culture e nuove vie di pensiero. Chi come me fa il mestiere del cuoco ha la possibilità di approcciarsi con quella che credo sia una delle basi di ogni cultura, l’alimentazione. Studiando e approfondendo culturalmente quello che davvero c’è dietro ogni cosa che mangiamo e beviamo mi sono reso conto che molti altri aspetti delle nostre culture sono correlate a questo, per motivi che possono essere climatici, religiosi, culturali, artistici e di necessità.

Prendiamo per esempio un piatto di origine giapponese e uno di origine italiana, osservandoli attentamente non vi sembra di poterli tranquillamente paragonare ad altri aspetti delle rispettive culture di appartenenza? Come l’estetica dei giardini, delle abitazioni, degli usi e costumi della gente e di molti altri aspetti legati alla quotidianità della cultura che si sta osservando. Durante i miei viaggi ho avuto la possibilità di visitare molte città europee, il brasile, l’india e gli Stati Uniti e da ognuno di questi viaggi nel bene e nel male credo di esserne tornato diverso.

"Viaggiare significa scoprire che tutti hanno torto riguardo agli altri paesi."
(Aldous Huxley)

Ho sempre creduto che le persone e tutti gli esseri viventi del pianeta siano la migliore fonte d’informazioni a nostra disposizione e che da essi, attraverso la condivisione, si possa apprendere il significato di noi stessi e di tutto ciò che ci circonda.

Per secoli l’essere umano si è istruito ed ha studiato libri e fonti precedentemente scritte da altri individui. Detto questo possiamo dedurre che i mezzi a nostra disposizione per lo studio e per l’apprendimento, non siamo altri che noi medesimi. Dicono che viaggiare apra la mente, io mi permetto di dissentire, credo più che altro che viaggiare approfondisca la mente delle persone, tutto quello che chi sa guardare, sentire, toccare ed interpretare cerca in un viaggio in realtà lo porta già dentro di sé e probabilmente ancora non lo sa. Mi ha sempre affascinato credere che il mondo sia come un grande libro e come ogni libro sia diviso in tanti capitoli, pagine e paragrafi, dove il lettore più ne leggerà e più alla fine avrà capito il senso del proprio racconto. Per ognuno di noi si tratta di un racconto di libera interpretazione dove nessuno è vincolato ad un giudizio generale e ognuno è libero di guardare il creato da una propria ed unica prospettiva.

Alcune persone sembrano riuscire a percorrere migliaia di chilometri senza alla fine muoversi di un passo, perché? Perché molte volte si commette l’errore di partire per rincorrere delle aspettative di ciò che troveremo alla fine del nostro viaggio e credo perchè molti guardino alcune realtà con troppa superficialità o da punti di vista troppo superficiali portandosi con se dei vincoli psicologici legati alla propria quotidianità o alle abitudini del proprio luogo di provenienza. Molte volte mi è capitato di vedere alcune destinazioni turistiche dall’altra parte del mondo offrire servizi non inerenti con la propria cultura ma più abituali di altre società più capitaliste del pianeta per accontentare un determinato tipo di clientela che purtroppo non avrà mai la possibilità di capire realmente le usanze locali.

Luoghi considerati paesi del terzo mondo dove ho avuto in realtà la fortuna di incontrare, conoscere e condividere momenti con persone che umanamente hanno valori inestimabili.

-Maurizio ferratello

Durante i miei viaggi credo sia stato sempre l’istinto a guidarmi, mentre scoprivo conoscevo nuovi luoghi e persone ho sempre cercato di non pensare da dove provenissi ma solo a dove stessi andando, per avere una prospettiva più ampia e forse anche un giudizio più innocente rispetto a quello che stavo conoscendo.

Credo che per il momento storico che stiamo vivendo sia fondamentale che le persone viaggino per il mondo per vedere personalmente alcune realtà perché purtroppo attraverso i media troppo spesso essa ci arriva distorta rispetto a ciò che è veramente.

Viaggiando mi sono reso conto di quanto purtroppo sia materialista la società in cui viviamo, dove vari parti dello stesso mondo vengono divise in prime, seconde e terze, solo in base al giudizio dello stato economico. Luoghi considerati paesi del terzo mondo dove ho avuto in realtà la fortuna di incontrare, conoscere e condividere momenti con persone che umanamente hanno valori inestimabili.

Potrei stare quì e raccontare a tutti coloro che leggeranno questo breve testo cos’ho visto nei luoghi che ho visitato, il tipo di esperienze che ho avuto, ma non credo che questo avrebbe molto senso. Perché quello che ho trovato io durante e alla fine di ogni mio viaggio l’ho interpretato a modo mio e ne ho fatto tesoro nel bene e nel male per costruire in fondo la persona che sono ora e che sarò in futuro. E questa è stata la mia via ed ognuno ha il diritto di trovare la propria senza essere influenzato dalle idee di altri. Quello che posso aggiungere è che auguro a tutti coloro che vogliano intraprendere un viaggio, più o meno lungo che esso sia percorrano sempre la propria via senza pensare a cosa troveranno alla fine, ma godendosi ogni istante percorso. Perché ciò che siamo e che saremo è dentro di noi, ma è anche in tutto ciò che ci circonda.

Maurizio Ferratello

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